Prodotti tipici Toscani:
Le regioni si riconoscono da come cucinano? Immaginate una tavola, tipo quella apparecchiata per Mengacci, apparecchiata e piena di natura e genuinità. Ecco, questa è la Toscana, una terra che offre i suoi prodotti più naturali e più buoni. Una terra che gli uomini hanno imparato a rispettare e a curare. E la natura li ha ringraziati.
E ora, ponetevi a debita distanza dalla nostra tavola immaginaria, fateci fare la nostra descrizione sui prodotti tipici e poi, solo dopo, potete accomodarvi.
Fumante in un bel piatto di porcellana realizzato chiaramente in provincia di Pisa, ecco le pallette.
Ottima polenta servita in palle e condita con sugo ai funghi dei monti Pisani chiaramente. La palletta è una regina in Toscana, se si pensa che ad essa è dedicata da anni una sagra a Madonna dell’Acqua, presso Pisa.
Affianco al fumo delle pallette, ecco l’inebriante e avvolgente profumo salame toscano altro prodotto tipico della regione.
A base di carne suina il salame toscano è un insaccato dal colore rosso. Rosso ardente e rosso passione, come gli eccellenti vini rossi che tra un po’ andremo ad assaggiare.
Prima però deliziamoci con l’eccellente tartufo bianco della Toscana.
Dal profumo molto forte gradevole, esso, se ancora crudo ha un aspetto molto invitante: giallo o verdino all’esterno e marrone o nocciola all’interno. Suo fratello è il tartufo nero della Toscana dall’inteso sapore o profumo, allo stato selvatico si presenta con il classico colore nero e polpa cioccolato Il tartufo nero è cugino del tartufo scorzone della Toscana. Quest’ultimo è nero con verruche raccolte a piramide. La sua polpa va dal giallastro al bronzeo. Chiaramente queste caratteristiche scompaiono con la cattura lasciano posto ad un profumo molto gradevole. Inutile dire che stiamo parlando di prodotti battuti nei mercati a costi molto alti.
Pisanissimi sono invece i Pinoli di San Rossore, che si raccolgono nella macchia mediterranea del Parco di Migliarino e San Rossore e che ora spiccano nella nostra immaginaria tavolata. I pinoli sono molto profumati e si presentano scuri all’esterno e con un seme bianco e soffice all’interno.
Chiaramente dopo essersi leccati le labbra con simili eccellenze è obbligatorio schiarirsi la gola. Consigliamo due ottimi vini prodotti sulla strada dei Vini delle Colline Pisane: il bianco pisano di San Torpè dal sapore secco, armonico e delicato e dal profumo vivace e il Montescudaio. Quest’ultimo si presenta in due qualità. Rosso dal colore e dal profumo intenso, dall’aspetto asciutto e di buona corposità, per il 50% formato da Sangiovese e Bianco dove invece prevale il Trebbiano Toscano dal colore giallo paglierino e dal profumo fruttato. Il Montescudaio, vino riconosciuto DOC, può presentarsi anche in una sorta di varietà intermedia: il Cabernet, dal colore rosso rubino intenso e con riflessi violacei.
Solo due qualità di vitigli sulla nostra tavolata? Certo che no! Il pezzo forte che la Toscana offre è il Vinsanto del Chianti nelle due qualità amabile e secco. Il colore oscilla dal giallo paglierino al dorato all’ambrato intenso. Il profumo è vellutato quasi ad accompagnare il sorseggiatore lungo i 15,5° che contiene. Gradazione alta anche perché i vitigli base sono trebbiano toscano e malvasia fino al 70%.
In fondo al tavolo ecco che la Toscana offre un’altra sua tipicità: i mieli in tre qualità: castagno (colore marrone o brillante gusto amaro) che si produce in Alta Versilia e sul Monte Amiata; corbezzolo toscano, un miele solido e ambrato, dal gusto amaro e dall’odore ungente; miele di spiaggia del Parco di Migliarino San Rossore, al contrario trasparente e fluido che si ricava dagli oli della macchia mediterranea del Parco: camuciolo, cisto, tamerice, corbezzolo e elicriso.
Sempre un prodotto apistico è la pappa reale dalla consistenza densa e cremosa, inodore e dal sapore acidulo. A differenza del miele deve essere conservata in vasetti posti in frigo per non oltre 10 giorni. E arriviamo al pezzo più dolce della tavolata.
I cantuccini toscani sono il biglietto da visita della regione Toscana. Si tratta di biscotti prodotti con pasta farcita con mandorle e pinoli. Negli scaffali dei supermercati appaiono quasi gialli, in realtà sono dorati e croccanti. Ottimo se inzuppati nel vinsanto, si possono conservare a lungo.
Altro dolce tipico è la schiacciata di Pasqua ottenuto a fermentazione naturale e la torta co’ bischeri. Il termine bischero è molto diffuso in Toscana e a Pisa in particolare. Il turista che lo ascolta si chiede cosa significhi. In questo caso si tratta di un dolce fatto con pasta frolla, rotondo e dal colore scuro simile ad una crostata con cioccolata, il cui sapore è il classico mix tra cioccolata, pinoli e canditi. Quindi, da ciò si intuisce che bischero riferito ad una persona, significherebbe dolce. Ne siete proprio sicuri? In Toscana nulla è logico. E a Pisa in particolare. Intanto che risolvete l’enigma…buon appetito. Potete ora avvicinarvi alla tavola immaginaria.
vedi anche: cenare a Pisa, sagre e feste a Pisa
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