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Val di Cecina

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Itinerario Val di Cecina

COME ARRIVARE:
La punta turistica della Val di Cecina, ma anche la cittadina più grande è Volterra, vera e propria porta di ingresso nella Val di Cecina. Volterra è collegata con Pontedera, Cecina e Colle val d’Elsa e dista da Pisa 63 Km, da Firenze 70 Km, da Siena 47 Km e da Livorno 66 Km. Questa particolare posizione geografica rende possibile spostamenti facili verso le grandi città d’arte toscane oppure verso san Gimignano che, da Volterra, dista appena 29 Km. Soggioranre quindi negli hotel o negli agriturismi della Val di Cecina significa avere la possibilità di un turismo che miscela la natura, l’epoca etrusca, ilrinascimento, il medioevo e i percorsi enogastronomici tipici di quest’area.

COSA C’E’ DA VEDERE:
Volterra:Cattedrale, Palazzo dei Priori, Battistero, cinta muraria, porta all’Arco, fortezza Medicea, acropoli, teatro romano di Vallebuona, museo etrusco di Guarnacci
Montecatini Val di Cecina:chiesa di San Biagio, museo delle miniere, palazzo Pretorio, torre dei Belforti
Castellina:ecomuseo dell’alabastro, le due badie
Ripabella:palazzo Carlotti, chiesa di san Giovanni Evangelista
Montescudaio:chiesa di san Andrea, oratorio della SS Annunziata
Guardistallo:castello medievale, chiesa die santi Lorenzo e Agata
Casale Marittimo:torre dell’orologio, palazzo della Canonica, chiesa di sant’Andrea, casa del Camarlingo
Pomarance: chiesa di san Giovanni Battista, palazzo Larderel, palazzo Ricci, casa Bicocchi, teatro dei Coraggiosi
Castelnuovo Val di Cecina: Porta Fiorentina, Porta Romana, chiesa del SS Salvatore, ponte del Defizio, ponte Alto
Monteverdi Marittimo: chiesa di sant’Andrea, monastero benedettino di san Pietro in Palazzuolo, castello medievale di Canneto, chiesa di san Lorenzo

 

Il percorso turistico nella Val di Cecina, non può non iniziare da Volterra, una città rimasta sospesa nel tempo e anche nello spazio vista la sua particolare posizione di cerniera tra la Valdera e la Val di Cecina, tra Pisa e Livorno, tra Firenze e Siena. Il consiglio che vi diamo è quindi quello di approfittare della posizione di Volterra e scegliere la vostra struttura ricettiva in Val di Cecina, in modo tale da potervi poi spostare con facilità verso tutta la Toscana. Cosa c’è da vedere Volterra? La risposta esatta è tutto, perché Volterra significa arte etrusca, arte medievale, arte rinascimentale, chiese e palazzi, musei e albastro. Tutto insieme. Potete quindi partire proprio dall’ingresso in città. L’imponente cinta muraria che avvolge Volterra risale al 1254 e costituisce un riadattamento fortificato di una struttura muraria difensiva già esistente in epoca etrusca. L’ingresso in città è garantito attraverso una serie di porte imponenti come porta all’Arco e porta a Selci. In particolare porta all’Arco è formata da fianche rettangolari sovrastati da archi in tufo, a loro volta ornati con tre teste, rappresentazione probabile di Giove e dei dioscuri. Attraverso le porte si entra nel cuore di una cittadina caratterizzata di vie strette e da tanti negozi che espongono prodotti in alabastro, il segno distintivo di questa terra. Dall’ingresso dirigetevi verso la paizza centrale di Volterra dove sorgono la cattedrale, il battistero e il palazzo dei Priori. La cattedrale dedicata all’Assunta risente di un forte condizionamento romanico. La facciata infatti si presenta suddivisa in verticale in tre settori mentre orizzontalmente una cornice a trecce e fiori individua due aree diverse. All’interno aspetti tardo rinascimentali e romanici si fondono partendo da una mappa a croce latina con tre navate. Il soffitto è a cassettoni e unisce rombi a fiorani. Figure di santi a ottagoni. 22 colonne con capitelli delimitano la navata principale. Affianco alla cattedrale, separato dalla cappella della Vergine Maria, sorge la torre campanaria, imponente struttura del 1492. Sempre nella stessa area, si erge il marmoreo battistero risalete al XIII secolo. Il battistero presenta forma ottagonale con una cupola, l’interno è realizzato con pietra volerrana e l’esterno in marmo. Dall’area religiosa, spostavi poi verso la Volterra civile: piazza dei Priori. In questa piazza di Volterra sorgono il palazzo dei Priori e il palazzo Pretorio. Il primo presenta una facciata con tre file di finestre bifore, porta-stendardi e porta-fiaccole. Tutta la struttura del palazzo dei Priori di Volterra è sovrastata da una torre pentagonale. Il secondo è costituito da più blocchi ed ha il suo pezzo migliore nella spettacolare Torre del Porcellino che presenta una mensola con su appunto una scultura di questo simpatico animale. Per spostarsi poi nella Volterra ancora più antica, bisogna andare in direzione acropoli o in direzione Teatro romano. L’acropoli sorge nel vicino Parco archeologico Fiumi ed è tappa obbligata per gli appassionati di archeologia. Dalla zona Piano di Castello si vede poi molto nitidamente la fortezza Medicea, posta nel punto più alto del monte volterrano e oggi, trasformata nella sua parte agibile in carcere giudiziario, restando così fedele alla sua vecchia destinazione d’uso di luogo di reclusione per criminali e patrioti (un tempo). Le altre testimonianza della Volterra antica sono racchiuse nel museo etrusco Guarnacci, ospitato nel palazzo Desideri Tangassi in via don Minzoni. Aperto al pubblico tutto il giorno il museo etrusco di Volterra contiene innumerevoli reperti del periodo dei vecchi abitanti di quest’area. Mistero si coniuga con arte: urne cinerarie e alcuni reparti eccezionali come L’ombra della sera o il Coperchio degli sposi, donano a questa struttura museale un’atmosfera magica. Clima che potete tranquillamente continuare a respirare spostandovi nella vicina sezione dell’ecomuseo dell’alabastro, ospitato in palazzo Minucci Solaini in via dei Sarti. L’ecomuseo dell’alabastro è un progetto che lega Volterra a Castellina Marittiam e a Santa Luce, i tre poli della produzione dell’alabastro tra la Val di Cecina e la Valdera. La sezione volterrana in particolare è focalizzata su tecniche di produzione e di commercializzazione dell’alabastro: in un percorso che si snoda nella Torre medievale Minnuci, la possibilità di vedere l’evoluzione storica della raffinata arte di lavorazione di questo marmo. Potete poi continuare la scoperta dell’alabastro spostandovi nella vicina Castellina Marittima.

 

Suylla strada per Castellina marittima, sorge il piccolo abitato di origine estrusca di Montecatini Val di Cecina. Un piccolo paese che allo stesso tempo è un concentrato di monumenti e luoghi di interesse artistico. Inizaite la vostra visita dalla centrle chiesa di san Biagio eretta nel 1356 e con all’interno, nei pressi della navata oposta alla porta di ingresso, una statua dedicata alla Madonna di Camporciano, oltre a due statue in terracotta raffiguranti San Biagio e san Sebastiano opera dello scultore Della Robbia. Centro di potere politico invece è da smpre il palazzo Pretorio, antica sede del municipio e attuale sede del Centro di documentazione delle risorse e delle attività legate al sottosuolo nell’Alta Val di Cecina, struttura che è parte intergrante del Museo delle miniere. Il trecentesco palazzo Pretorio presenta agli occhi del turista una stupenda facciata con un loggiato formato da archi a tutto sesto retti da colonne di ordine ionico. Un astruttura quindi molto raffinata che si oppone alla imponenza della torre dei Belforti, tra le ultime manifestazioni del sistema difensivo di Montecatini. La torred i Belforti, oggi proprietà privata, svetta dall’altto tutto il paese e presenta uno spessore murario da lasciare stupito il turista. L’immagine simbolo di Montecatini è però un museo dedicato all’attività che per lungo tempo ha contraddistinto questo territorio: l’estrazione mineraria. Nel percorso turistico della Val di Cecina, sia che alloggiate in uno dei tanti agriturismi di Montecatini e sia che abbiate scelto un hotel negli altri paesi della Val di Cecina, non potere evitare di vistare il suggestivo museo delle miniere, dedicato alla vecchia miniera di rame di Camporciano, all’epoca una delle più grandi d’Europa. La visita al museo si articola in realtà in un lungo giro alla scoperta della storia e della fatica dei minatori di Montecatini. Il biglietto di ingresso infatti include la vista al complesso minerario di camporciano, ai locali ad uso degli operai della miniera e all’ingresso stesso della miniera. Un percorso suggestivo, prima di rimetrtersi in macchina direzione Castellina.

Castellina Marittima è un suggestivo comune immerso nel verde della macchia mediterranea, sospeso tera la provincia di Pisa e quella di Livorno. La sua particolare posizione geografica riserva a quei turisti che vogliono fare una breve sosta a Castellina partendo dal loro hotel nella Val di Cecina, panorami mozzafiato. Da castellina infatti è possibile vedere all’orizzonte tutta l’arcipelago tirrrenico: l’isola d’Elba, Capraia e Gorgona. E se il cielo è particolarmente libero si può vedere anche la lontana Corsica. Insomma una città in bilico tra i caratteristici percorsi della bassa collina pisano-livornese fatti di cipressi, grano, viti, olivi e l’aria vacanziera del mare , dovuta alla vicinanza con Cecina, meta del turismo estivo. Anche nell’estate quindi Castellina marittima, che non si affaccia sul mare, può essere la vostra meta per lascirvi per un giorno alle spalle il turismo di massa del mare attorno a Cecina e magaro immergervi in uno dei percorsi CAI della verde castellina. Come Volterra e Santa Luce anche Castellina è inserita nel museo vivente, nello spazio e nel tempo, dell’alabastro, che proprio nell’area di questo piccolo paese veniva estratto. A Castellina in particolare presso il palazzo dell’ex opera Pia, sono esposte molti antichi strumenti per lavorare l’alabastro. Oltre all’ecomuseo Castellina riserva la possibilità anche di un’arte molto particolare che non precinde dalla denominazione di cittadina verde: nell’area boschiva del comune infatti si ergono i ruderi di due badie: quella di san Quirico e quella di san Salvatore, affascinati e misteriose.
Da Castellina marittima potete poi spostarvi in direzione Riparbella.

Riparbella è un paesino di appena 1300 anime immerso in una fetta di territorio completamente verde comprestra tra Pisa, Firenze e Siena. Arrivare da Castellina a Riparbella significa percorre strade piccole e tranquille, ruotando in continuazione lo sguardo per cercare di catturare quanti più fotogrammi possibili della campagna toscana. Come per Castellina anche per Riparbella vale lo stesso discorso circa la vicinanza con marina di Cecina, affollata spiaggia turistica che può rientrare nel vostro itinerario mare-collina della Val di Cecina. Completamente immersa nel verde e piane di ottimi agriturismi noti ovunque per le specialità a base di cinghiale, Riparbella presenta un centro storico piccolo ma molto carino, tutto impostato, come nella migliore tradizione medievale, attorno al castello dei signori locali. In piazza del comune, in particolare, sorge palazzo Carlotti. Molto interessanti anche la struttura del palazzo comunale e la Chiesa di san Giovanni Evangelista del 1845, più volte riedificata, ad eccezione del campanile, dopo il terremoto che investì le colline pisane nel 1846 e la seconda guerra mondiale. Oggi la chiesa di san Giovanni evangelista di Riparbella, presenta un’unica navata con copertura a capriate. Una curiosità: se avete prenotato il vostro hotel o il vostro agriturismo in val di Cecina, nel periodo di Natale…non mancate di visitare questa chiesa di Riparbella, che sarà popolata dai personaggi meccanici di un presepe in movimento.

Da Riparbella spostatevi poi nella vicina Montescudaio, tipico paese della maremma Pisana, noto per la qualità dei suoi vini che potete tranquillamente guastare, assieme ad ottima cacciagione, nelle tante tenute e negli innumerevoli agriturismi di Montescudaio. Il paese è inserito nella classifica dei borghi più belli d’Italia. Quei paesini fatti di viuzze in cui si vive e si villeggia a dimensione d’uomo: aria pura, percorsi attrezzati, boschi, distese viticole, ottima accoglienza e ospitalità. Montescudaio è chiaramente più famoso per le su campagne che per le sue strutture architettoniche. Tuttavia questo piccolo paese, nel suo centro storico, nasconde monumenti molto apprezzati da turisti e villeggianti: la chiesa di sant’Andrea, ricostruita dopo il terremoto del 1846, sulla base di una struttura esistente già dal 1416 e caratterizzata da una pianta a croce latina che si conclude con l’abside e da alcune pitture pregiate come un’Annunciazione della scuola veneziana di inizio seicento e l’oratorio della SS Annunziata con l’ingresso arricchito da un bassorilievo raffigurante L’annunciazione, posto sul timpano. Quest’oratorio è una delle tappe centrali di un percorso di culto mariano: al suo interno infatti una le statue dell’Angelo annunziante e dell’Annunciata, sono meta di un continuo pellegrinaggio.

Scendendo da Montescudaio verso sud, si passa dal piccolo comune di Guardistallo, raggiungibile attraversando la bellissima campagna toscana. Completamente immerso tra i boschi e i vigneti, Guardistallo, dalla originale topomastica a forma di staffa di cavallo, è l’ambiente ideale per soggiorni all’insegna della tranquillità. L’area del borgo sembrerebbe avere origini antichissime. Molte fonti infatti sostengono che Guardistallo fosse popolata già durante il periodo neolitico, vale a dire oltre 2000 anni prima di cristo. A quest’epoca infatti risalirebbero numerosi utensili e monili ritrovati nelle campagne di Guardistallo e attualmente esposti nel museo archeologico della vicina Firenze. Se sull’origine neolitica però non tutte le fonti sono concordi, nessuno obietta sulle altre influenz esubita dal piccolo borgo: prima gli etruschi, poi i romani e infine la classica evoluzione medievale tipica della maremma pisana. Tracce del passato sono visibili percorrendo la rete di vicoli che si snoda attorno a due strutture: il palazzo medievale e la chiesa dei santi Lorenzo e Agata. Entrati a Gurdistallo portatevi in piazza della chiesa, da dove tra l’altro è possibile osservare le tipiche colline maremmane che sc endono verso il mare. A nord di piazzaq della chiesa si trova appunto la chiesa dei santi Lorenzo e Agata, piccola e antica, con al lato una cappela in ricordo dell’eccidio nazista che colpì i civili di Guardistallo in piena ritirata. Piazza della chiesa è dominata dalla Torre Civica, con orologio sulla cui origine ben poche sono le certezze. Tra i vicoli che si snodano attorno a piazza della chiesa, cercate poi via dell’Erbario. Al civico 10 di questa sterada si trova la porta dell’antico castello di Guardistallo. Trecce, che raccomdiamo in particolare agli amanti dio questo genere di arte. Sovrapposti assieme a costruzioni di epoche diverse, facendo attenzione, è possibile cogliere altre testimonianze del castello che fu: la stanze degli armigeri, la stanze del corpo di guardie, spicchi di mura perimetrali…passati indenni attraverso terremoti e guerre. Guardistallo, con il suo pasato che emerge, può essere la sede ideale per spezzare il tour in Val di Cecina: buona carne, buona cicoria e buon vino prima di ripartire verso sud: direzione Casale Marittimo.

Casale Marittimo si raggiunge facilmente dalla strada provinciale per Guardistallo-Montescudaio, ma allo stesso tempo è molto vicino a Cecina e al amre da cui dista appena 12 km. Grazie a questa posizione Casale Marittimo è l’ideale per escursioni terra-collina-mare, senza dimenticare la peculiarità escursionistica che accomuna Casale agli altri paesi della Val di Cecina mettendo a disposizione dei turisti numerosi percorsi per trekking immersi nel verde. Artisticamente la parte più interessante di Casale è il centro storico, il cosiddetto Castello, cui si accede attraverso una rampa, che conduce ad un’area sovrastata dalla Torre dell’Orologio. Come per gli altri paesi della val di Cecina, bemn poco rimane dell’antico castello: il lastricato del centro storico e alcuni palazzi come ad esempio la casa del Camarlingo, un tempo parte della cinta muraria fortificata. Altre tracce del castello sono una pietra con un teeschio in via del Castello 19, che secondo alcuni sarebbe l’insegna della vecchia prigione. Segnali che si uniscono alla fantasia e diventano leggenda. In ogni casa una passeggiata a Casale significa ripercorrere il passato di questa microscopica cittadina. Molto interessanti sono anche il palazzo della Canonica, copia di un antico edificio realizzata con capitelli prvenienti dalla vecchia Villa Romana; la chiesa di sant’Andrea con affreschi che ripercoorno la vita del santo e, per finire, i tanti vicoli che si aprono attorno a piazza del Popolo, pieni di colori, profumi, ammaccature, tracce di umidità…testimonianze di un tempo passato.

Pomarance, assieme a Castelnuovo e Monteverdi, è il tacco della provincia di Pisa. Si può tranquillamente affermare, e i turisti che si spingeranno fin nella parte meridionale della provincia di Pisa potranno confermare, che in questi territori, come tutte le zone di confine, l’abitante è qualcosa di diverso rispetto al pisano doc. Geograficamente infatti il tacco della Val di Cecina è molto più vicino alla provincia di Livorno che a Pisa. Dal punto di vista escursionistico è chiaro che prenotare un hotel, o un posto in uno dei tanti agriturismi, della val di Cecina, significa potersi spingere a visitare altre province, in primis il vicinissimo litorale livornese. Per quanto riguarda Pomarance in particolare, il paese è molto simile agli altri abitati della maremma pisana che si snodano attorno al fiume Cecina: pianta che ricalca le disposizioni contado-castello del medievo e chiaramente tracce delle porte di ingresso e delle imponenti mure difensive. Tappa obbligatoria, nel giro turistico di Pomarance tra vicoli, archi e negozietti tipici, è la chiesa di san Giovanni Battista, stile romanico e facciata asciutta senza fronzoli e barocchi. L’interno si presenta a 3 navate in stile barocco e le pareti sono arricchite con affreschi e tele di alto valore artistico risalenti al XVI e XVII secolo. È invece del periodo neo il teatro dei Coraggiosi: platea e tre file di palchi per assietere a una programmazione di tutto rispetto. Altro elemento tipico della Val di Cecina sono le case signorili. Portandovi nella zona di via Roncalli a Pomarance è possibile vedere alcuni palazzi architettonicamente ben strutturati: casa Bicocchi, aperta al pubblico e dagli arredi sfarzosi, palazzo Larderel e palazzo Ricci dove attulamente ha sede la biblioteca comunale. Per finire una curiosità: Pomarance, e in particolare la sua frazione Larderello, sono noti per essere territori ad alta densità di soffioni boraciferi che, oltre ad essere una importante risorsa economica e energetica, sono anche una stupendo spettacolo da vedere.

Proseguendo verso la parte più meridionale della provincia di Pisa, si incontra Castelnuovo Val di Cecina, piccolo centro distante da Pisa città circa 100 km da Grosseto 80 Km e da Siena solo 70 km. In pratica quindi questo centro delle Colline Metallifera, pur essenso in provincia di Pisa, è molto influenzato delle più vicine Siena e Grosseto. Ma anche questi sono i vantaggi del prenotare un hotel o un agriturismo in Val di Cecina: avere la possibilità di muoversi tra mare, terra e collina, realizzando un viaggio che si può definire avventuroso. Come già visto per gli altri borghi della Val di Cecina, anche Castelnuovo consente di muoversi su percorsi naturalistici che regalano panorami e contesti mozzafiato come nel caso del sentiero attrezzato che partendo dal castagneto, attraversa il fiume Possera e da qui, salendo lungo l’appennino, si arriva ad un tratto elevato del comune dal quale è possibile vedere l’Elba, la Corsica e la valle della Cornia. Per i turisti più poltroni invece l’itinerario che suggeriamo è tutto cittadino, anche se pure una passeggiata nella parte antica di Castelnuovo di Pisa non è privo di difficoltà. Il borgo infatti si arrampica su un poggio ripido creando una serie infinita di combinazioni tra piccole case, coorti, archetti e vicoli stretti e brevi. Un paesaggio suggestivo retaggio dell’epoca in cui questo complesso abitativo, protetto da mura spesse, si stringeva attorno al castello. Oggi il castello nmon c’è più e delle mura rimangono solo due porte: Porta Fiorentina e Porta Romana. La chiesa principale di castelnuovo è la chiesa del SS. Salvatore che presenta un interessante crocefisso di legno del XIV secolo, anche se tele, affreschi interni e decorazioni barocche sono di almeno 200 ammi più recenti. Nei dintorni di castelnuovo per finire, in prossimità del corso d’acqua Pavone, si possono evdere due antichi pontili: il ponte del Defizio e il ponte Alto, testimonianze di un’atmosfera tranquilla e idilliaca che ancora pervade questo borgo.

Da Castelnuovo val di Cecina, si raggiunge poi, l’ultimo paese della provincia di Pisa: Monteverdi Marittimo, borgo chiuso tra il fiume Sterza e il torrente Cornia e circondato da un lato, dalle alture del litorale tirrenico e dall’altro, dalle colline metallifere. Questa posizione si tarduce in un paesaggio roccioso a tratti accidentato e impervio, quindi incontaminato. Il turista infatti a Monteverdi può godere di un panorama unico: tratti rocciosi alternati a boschi di lecci o a castagneti. Ideale per gli amanti dell’escursionismo e delle arrampicate, Monteverdi è un borgo in cui il tempo sembra essersi fermato: case diroccate e vicoli stretti rendoono unico questo piccolo abitato. Anche l’arte sembrerebbe risentire della posizione incidentata di Monteverdi. Nel paesino infatti è presente la sola piccola chiesa di sant’Andrea ad un’unica navata. Nella vicina frazione di Canneto sorge invece un castello del tardo medioevo con all’interno la chiesa romanica di san Lorenzo, pregievole perché contiene un Crocifisso in bronzo del 1300. In località Poggio a Badia sorge invece il monastero benedettino di san Pietro in Palazzuolo, antichissima struttura datat 754 e in disuso dal 1561. Oggi si intravede l’unica grande navata, mentre nulla resta più di facciata e copertura. Appunto come si accennava prima nell’impervia Monteverdi, l’arte non può essere da meno. Ma forse è proprio questo a dare fascino all’estrema propaggine della Val di Cecina.

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