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Vald'Era

Pontedera, Montopoli, Ponsacco, Palaia, Capannoli, Crespina, Fauglia, Lari, Peccioli, Orciano, Casciana Terme, Lorenzana, Terricciola, Chianni, Santa Luce, Lajatico

Itinerario: tour turistico nella Valdera.

COME ARRIVARE: Per raggiungere la Valdera e muoversi agilmente nei paesi che compongono quest’area della provincia di Pisa, imboccate da Firenze o da Pisa la SGC FiPiLi, uscite a Pontedera-Ponsacco e da qui potete facilmente raggiungere facilmente tutti gli altri paesi per il vostro tour turistico in Valdera.

COSA C’E’ DA VEDERE
Pontedera: Museo Piaggio Giovanni Alberto Agnelli, Duomo, Chiesa del SS Crocefisso, Castello, Ponte Napoleonico, Palazzo Stefanelli, installazioni artistiche
Montopoli: Poggio di Rocca, Pieve dei Santi Giovanni Evangelista e Stefano, Villa Capponi Piaggio, Conservatorio di Santa Marta, Palazzo del Vescovo e del Podestà, Torre di San Matteo, Arco di Castruccio
Ponsacco: Chiesetta della Madonna della Tosse, Villa Medicea di Carmugliano, Battistero dell’Antica Pievania
Palaia: Torre civica, Pieve di San Martino
Capannoli: Villa Bourbon del Monte, Chiesa della Santissima Annunziata
Crespina: Castello di Crespina, Villa Valdisonzi, Villa del Belvedere, Oratorio di San Rocco
Fauglia: Chiesa di Lucia a Luciana, depositi granari sotterranei di Piazza Mercato
Lari: Palazzo dei Vicari, Palazzo Leoli, Loggia del mercato
Peccioli: Palazzo Pretorio, Pieve di San Verano, Cappella dei Peccioli, Parco Preistorico, Chiesa di Santa Maria Assunta
Orciano: Chiesa di San Michele Arcangelo, Pieve Vecchia
Cascina Terme: Chiesa di Santa Maria Assunta, Terme di Cascina
Lorenzana: Chiesa dei Santi Bartolomeo e Cristoforo, Palazzo dei Lorenzi, Villa scotti,
Terricciola:Badia Camaldolese di Morrona, Santuario della Madonna di Monterosso, Villa Pieve a Pitti, Villa Gherardi Del Testa
Chianni:Cappella della Compagnia della SS. Annunziata, Chiesa di San Donato, Santuario della Madonna del Carmine, Castello di Chianni
Santa Luce:Palazzo dei Conti Finocchetti, villa Famiglia Tetti, Chiesa di San Bartolomeo
Lajatico:Rocca di Pietra Cassa, Villa di Spedaletto

Il cuore della provincia di Pisa è rappresentato dalla cosidetta Valdera, area geografica, comprendante 16 comuni di varia dimensione, che prende il nome dal fiume Era. Soggiornare negli hotel della Valdera significa avventurarsi in un territorio per molti versi incontaminato, costituito soprattutto da piccoli borghi medievali che si raccolgono attorno a castelli fortificati o a torri eredi di un passato di tensioni e conflitti tra Pisa e Firenze, le grandi Repubbliche che anticamente si sono alternate nel dominio della Valdera. La vasta area geografica può essere tranquillamente visitata in auto, anche perché molti dei paesi della Valdera non sono dotati di stazioni ferroviarie e in bus, si perderebbe comunque tanto tempo. Meglio quindi un tour in auto. Le indicazioni stradali sono semplici, molti dei paesini della Valdera sono attaccati l’un con l’altro, si può decidere in autonomia il percorso da fare e si può, allo stesso tempo, lasciarsi andare a deviziazioni alla scoperta delle tipicità degli agriturismi, strutture ricettive molti comuni in Valdera. Per finire la vicinanza geografica tra la Valdera, Pisa, Firenze ad est e Livorno ad ovest, può naturalmente suggerire al turista un soggiorno in un’albergo della Valdera per poi puntare anche a visite nella città della Torre Pendente e nella culla del barocco. Sarebbe, senz’altro un’ottima soluzione anche dal punto di vista economico.

Il confine settentrionale della Valdera è costituito dalla città di Ponsacco, posta tra Pisa e Pontedera e distante da quest’ultima appena una manciata di chilometri. Ponsacco si può visitare abbastanza velocemente, prima di un tour più lungo nella città della Piaggio. Vista la sua posizione di porta di ingresso nella Valdera sostanzialmente comunque vicina a Pisa, nulla toglie che possa questa cittadina essere scelta come luogo di soggiorno presso uno dei tanti hotel, per poi potersi facilmente spostare nel resto della Valdera. Ponsacco, detta la città del mobile, storicamente parlando fu a lungo terreno di scontro tra pisani e fiorentini. Il suo patrimonio artistico è oggi rappresentato dalla Chiesa di san Giovanni Evangelista, antica struttura plebana del 1374 che contine una statua della Madonna in terracotta di Benedetto da Maiano e si completa all’esterno con un campanile neoclassico molto più recente; dal vicino Battistero dell’Antica Pievania, costruito nel 1400 e celebre soprattutto per la vecchia campana del borgo di Appiano e dalla piccola chiesa della Modanna della Tosse, in piazza della Repubblica, che propone una singolare tavoletta scura raffigurante la Madonna e il Bambino di autore e periodo ignoto. Nella vicinanze di Ponsacco poi, ad appena 3 chilometri dal centro della città del mobile, presso il vecchio borgo Camugliano, sorge una suggestiva e imponente Villa Medicea, in stile rinascimentale, terminata durante il governo di Cosimo I. La struttura di questa villa castello, presenta Torri angli angoli, unendo quindi l’esteuca del rinascimento con le esigenze militari. La parte più suggestiva è senza dubbio nella facciata: una lunga e articolata doppia scalinata si apre agli occhi del turista.

La città più significativa della Valdera è Pontedera, importante centro industriale posto tra Pisa e Firenze lungo la SGC FiPiLi. Il prestigio che questa cittadina ha assunto in ambito manifatturiero e metalmeccanico (testimoniato anche dal Museo Piaggio in Viale Rainaldo Piaggio), ha spesso contribuito a offuscare la sua offerta turistica. Sia che prenotiate il vostro hotel nel comune di Pontedera e sia che vi affidiate ai bed and breakfast o agli agriturismi degli altri paesi della Valdera, la tappa a Pontedera è obbligatoria. La maggior parte dei monumenti di questa città sono concentrati nel centro storico, dove si trovano il Duomo, il palazzo Petrorio e la Torre dell’Orologio. Il Duomo è anche detto chiesa nuova ed è costruito in stile neoclassico. La sua tipicità è data dal porticato, dai campanili e dalla fontana che si erge nel cuore della piazza dinazi all’edificio religioso, anche se è bene precisare che questi elementi sono successivi alla realizzazione del Duomo. All’interno della chiesa nuova si trovano le reliquie di san Faustino, a cui la struttura è consacrata. Sempre al centro sorge il Palazzo Petrorio, sede distaccata del Tribunale di Pisa, dominato dalla Torre dell’Orologio. Altro luogo di culto che caratterizza Pontedera è la Chiesa del SS. Crocifisso in piazza Curtatone, detta chiesa vecchia, per differenziarla dal Duomo di san Faustino o chiesa nuova. La storia della chiesa del SS Crocifisso è molto affascinante. La sua denominazione infatti si deve ad un evento miracoloso: nel 1600 un incendio dovuto ad un cero rimasto acceso distrusse tutta la struttura datata 1300 ad eccezione del crocefisso. Sottoposta al fuoco dei bombardamenti nella seconda guerra mondiale, la Chiesa del SS Crocefisso ha subito molti danni. Ciò non impedisce oggi al visitatore di avere la possibilità, grazie ai lavori di restauro, di visitare una chiesa con tele, sculture, affreschi di tutto rispetto: l’Annunciata di Nino Pisano, la Madonna del Carmine del XIV secolo, la Madonna del Rosario tra i Santi Monica, Domenico e Agostino Vescovo, realizzata dal pittore Cigoli. Spostandoci poi dalla Pontedera religiosa a quella civile, la struttura che più di tutte è testimone delle vicessitudini storiche di questa città della Valdera, sarebbe il Castello di Pontedera. Diciamo sarebbe perché l’unica testimonianza attuale di questo Castello sono i cubetti di marco bianco visibili nella pavimentazione della centralissima piazza Cavour: nulla resta delle fortificazioni e delle mura maestose. L’opera civile quindi che più caratterizza Pontedera è il Ponte napoleonico, realizzato in marco bianco di Pisa, distrutto durante la seconda guerra mondiale e poi fedelmente riscostruito. Sempre le bombe tedesche hanno cancellato sulla salita del ponte la seicentesca Chiesa di san Giuseppe, di cui oggi rimane solo un oratorio di san Giuseppe, formato da un’aula centrale, da un’altare barocco e da una cappella. Merita di essere visitato anche Palazzo Stefanelli, costruito nel primo ottocento su quattro piani, Palazzo Stefanelli e oggi la sede del Comune. Palazzo Stefanelli presenta all’esterno grandi finistre con timpano triangolare e all’interno importanti opere di Otello Cirri e tele di ispirazione civile e moderna come un Cadute di Masoni dedicato all’11 settembre. Non è questa la sola testimonianza di una Pontedera proiettata nell’arte del futuro. In città infatti ci sono molte installazioni artistiche moderne: Laragazza in piedi in piazza Cavour, l’Oleadra nella rotonda tra viale Europa e via De Gasperi, la Colomba della Pace in Piazza Garibaldi e il mosaico Muro di Pontedera di Enrico Buy, lungo 100 metri e alto 3 metri, in Viale Risorgimento.

Da Pontedera ci si può facilmente spostare nella vicina Montopoli, caratteristica cittadina medievale, posta tra Firenze e Pisa e confine naturale tra Valdera e Valdarno. Un tempo Montopoli era dominata da una rocca posta su un poggio con intorno lunga cinta muraria fortificata. Ad oggi di questo passato poco rimane: i resti della rocca sono infatti collocati e protetti nel parco delle Rimembranze, una struttura attrezzata immerse tra verde e reperti archeologici. Il simbolo della Rocca di Poggio rimane però l’Arco di Castruccio, collocato ai piedi della Rocca e testimonianza di quella che probabilmente era l’architettura difensiva di Montopoli: imponenti archi, costruiti con conci di pietra e laterizio, su antiporto con al lato torri di guardia. Nella piazza principale del paese sorge invece il palazzo del Vescovo e del Podestà, con i tradizionali stemmi dei casati civili e religiosi sulla facciata principale. Difronte a questo palazzo sorge al Torre di San Matteo del 1400, realizzata su progetto di Capponi, quando Montopoli era parte del territorio di Firenze. Tra le architetture religiose invece è da annoverare la Pieve dei Santi Giovanni Evangelista e Stefano, non tanto per la sua imponenza (una sola navata) quanto per l’enorme quantità di opere presenti in questa chiesa, la cui costruzione originaria risale al 1200: un'acquasantiera marmorea del XVI secolo, una tela di Francesco Curradi raffigurante la Madonna del Rosario e santi; una tela di Orazio Fidani con soggetto la Resurrezione del 1643, un dipinto di Jacopo Vignali raffigurante il Peccato originale e un affresco raffigurante la Madonna della Crocetta, realizzato da un non noto maestro Andrea nel 1519. Sempre restando in ambito religioso, è da segnalare la Chiesa e il Conservatorio di santa Marta, attivo dal 1786. All’interno della chiesa si trovano due altari di pietra, rispettivamente con, quello di destra, una tela raffigurante la Madonna con il Bambino, San Domenico e Santa Chiara del pittore Franchi e l’altare di sinistra una tele con un vescovo e Santa Chiara, sopra ad una Madonna col Bambino, probabile opera del pittore Santi di Tito. Spostandosi poi verso le frazioni di Montopoli e in particolare verso Castel del Bosco, è possibile vedere numerose ville aristocratiche. Villa Capponi Piaggio è senza dubbio la più rappresentativa, non solo perché in essa si è celebrato 60 anni fa il matrimonio tra Antonella Piaggio e Umberto Agnelli o perché il figlio della coppia Giovanni Alberto Agnelli, in questa villa dimorava durante la visite alla sua Piaggio di Pontedera, ma soprattutto per la magnificenza di giardini, boschi e giochi d’acqua, che si snodano attorno a questa villa posta sulla sommità di un colle. Davvero un bel colpo d’occhio con cui concludere il tour a Montopoli.

Da Montopoli proseguite verso sud direzione Palaia, cittadina della provincia di Pisa macomunque confinante con la provincia fiorentina, con la classica topomastica medievale che affonda, a sua volta le sue radici, nel periodo romano-etrusco. Borgo essenzialmente agricolo, Palaia è riuscita comunque a sfruttare appieno le sue peculiarità e proporsi in chiave turistica. Oggi infatti sono numerose le strutture ricettive, soprattutto bed and breakfast e agriturismi, attive in quest’area della Valdera. Strutture che integrano il servizio con il rispetto del contesto ambientale. Palaia infatti è celebre per i suoi panorami mozzafiato e le sue bellezze paesaggistiche. Anche i monumenti però non sono da meno. In qualsiasi paese della Valdera si scelga di dormire in hotel, la tappa a Palaia è obbligatoria. Due sono le perle della città: la Torre civica del 1500 e la Pieve di san Martino. La prima è posta all’ingresso della cittadina, vicino alla porta d’ingresso di origine medievale e al campanile. La Pieve di san Martino invece è poco fuori dal centro ed è costruita in cotto con archetti. La facciata presenta poi tre porte corrispondenti alle tre navata in cui la Pieve è articolata. Una piccola perla quindi, immersa nella tranquillità e nel verde di Palaia. Immettetevi poi nella strada che da Palaia porta a Capannoli, altro piccolo centro della Valdera.Il panorama ai lati della strada è veramente suggestivo. A proposito di strade, una curiosità: la strada che da Palaia conduce a San Gimignano, verso la provincia di Siena è ritenuta una delle più belle al mondo. Nulla toglie quindi che dal vostro hotel in Valdera si dedichi un giorno alla provincia senese.

Il paese di Capannoli, insieme a Palaia, Chianni, Peccioli, Terricciola, Lajatico, fa parte della cosiddetta Alta Valdera, area boschiva incontaminata protetta. Questa peculiarità fa si che il viaggio attraverso i comuni dell’Alta Valdera, diventi esso stesso una tappa obbligata durante il soggiorno negli hotel o negli agriturismi della zona. Capannoli è oggi un paese essenzialmente agricolo, con pregevoli perle artistiche: Villa Bourbon del Monte e la Chiesa della Santissima Annunziata. La in stile tardo barocco è stata edificata sul punto in cui un tempo sorgeva il vecchio castello di Capannoli dei conti della Gherardesca. Circondata da giardini e flora rarissima, Villa Bourbon del Monte ospitata in alcune sue ale il Museo Zoologico che espone reperti funerari etruschi ritrovati nell’area dell’Alta Valdera. La Chiesa della Santissima Annunziata così come oggi appare ai turisti è del 1741 e presenta caratteristiche architettoniche tardo-barocche, non presenti nella versione originaria andata distrutta del 1631. Legenda vuole che la Chiesa della Santissima Annunziata di Capannoli sia stata costruita per devozione dopo un aviolenta pestilenza che colpì l’Alta Valdera. Nella Chiesa è presente una statua di legno della Madonna del 1400. Pregevoli anche due seicentesche di Cieco di Gambassi e di Della Robbia esposte nella limitrofa cappelletta.

Da Capannoli, immersi in un bellissimo panorama, ci si può spostare in direzione Peccioli, bellissimo borgo medievale praticamente incontaminato. L’impronta medievale prevale in tutto il centro di questa cittadina costituito dalle classiche viuzze, dalle porte, dai palazzi, dai chiassi e dominato dal palazzo Pretorio, attuale sede del museo delle Icone russe, collocato in piazza Domenico da Peccioli vicino al Palazzo Comunale. In ambito religioso invece pregevole è la Chiesa di Santa Maria Assunta nella vicina frazione di Fabbriche. Si tratta di una struttura in tipica arte romanica, costituita da 3 navate e 3 absidi, di cui quello centrale, destinato ad ospitare il coro. All’interno di questa chiesa si possono ammirare l’Ultima cena del Guidotti e sculture in terracotta di Benedetto Buglioni. Molto suggestiva è anche la Pieve di san Verano in piazza del Popolo, dedicata appunto al patrono Verano. La facciata si caratterizza per la presenza di 5 arcate disegnate mentre ai fianchi si possono ammirare alcune serie di archetti pensili. L’interno della Pieve è poi costituito da 3 navate, con pregevoli tele come La Madonna con Bambino e Santi di Neri Bicci e Storie di san Nicola. Molto carina è anche la Cappella dei Peccioli. L’offerta turistica di questa cittadina della provincia di Pisa, non si ferma ai soli monumenti. Oltre al già citato Museo delle Icone Russe infatti, Peccioli offre anche un museo archeologico in piazza del Carmine che espone vi numerosi reperti etruschi ritrovati negli scavi di Ortagna a pochi chilometri dal centro. La presenza di numerosi percorsi attrezzati per il trekking fanno poi di Peccioli un polo di attrazione per gli amanti di questo sport. Ma Peccioli è anche polo di attrazione per i numerosi bambini che nel vicino Parco Preistorico in via dei Cappuccini hanno la possibilità di vedere riproduzioni a grandezza naturale e in vetroresina di animali preistorici. L’offerta turistica di Peccioli è quindi molto composita. Anche per questo motivo nel paese e nelle immediate vicinanze sorgono numerosi hotel e bed and breakfast molto economici, che consentono di utilizzare Peccioli come base per un tour in tutta la Valdera. Un’ultima annotazione: Peccioli da molti anni si può fregiare della bandiera arancione del Touring Club, che premia il turismo sostenibile. In questa cittadina infatti agricoltura, turismo, aria pura e eventi culturali, si coniugano naturalmente.

Da Peccioli è facilmente raggiungibile Terricciola, altro piccolo borgo di origine medievale della Valdera, consacrato oggi in tutto il modo per gli ottimi vitigli prodotti, ai quali è anche dedicata a Settembre la festa dell’Uva e del Vino. L’ottimo nettare del resto può essere tranquillamente gustato in una delle osterie o in uno degli agriturismi che sorgono nel territorio di Terricciola. Il consiglio quindi, se soggiornate in un hotel della Valdera è quello di scegliere Terricciola, come momento di stacco per il pranzo prima di riprendere il vostro tour. Il paese comunque non solo sinonimo di buone mangiate e bevute….l’offerta turistica è molto più composita. Monumento simbolo di Terricciola è la Badia di Morrona antico monastero datato addirittura anno 1000, un tempo pomo della discordia tra Pisa, Volterra, Firenze e monaci camaldolesi, oggi trasformato in un’azienda vinicola. Molto antico è anche il santuario della Madonna di Monterosso, che sorge nel punto in cui era collocata la millenaria chiesa di Castelvecchio. Il Santuario, per la sua origine che si perde nella notte dei tempi, è meta di continui e devoti pellegrinaggi. Dal punto di vista artistico e turistico, il santuario della Madonna di Monterosso presenta all’interno un’immagine della Madonna incastonata tra i marmi, opera del Solari di Carrara e all’esterno un porticato che dona a questo luogo un inconfondibile messaggio di pace e tranquillità. Molto composito nel comune di Terricciola è anche il sistema delle ville, tra cui emerge Villa Gherardi Del Testa datata 1660 come datato dalla targa che attribuisce la paternità dell’opera a Sabastiano Gherardi. La celebrità di questa villa è dovuta al fatto che essa ha dato i natali a Tommaso Gherardi Del Testa, famoso commediografo.

Da Terricciola in pochi chilometri si arriva a Lajatico, piccolissimo comune delle colline pisane, completamente immerso nel verde e capace di regalare paesaggi mozzafiato, intervallati da strutture ricettive come bed and breakfast e agriturismi a stretto contatto con la natura. Iniziate il vostro itinerario a Lajatico dalla Rocca di Pietra Cassia, fortificazione medievale che si affaccia sulla Val di Streza. La Rocca di Pietracassia si compone in realtà di due distinte strutture: una cinta muraria esterna che va ad avvolgere poi il castello. Una struttura difensiva a forma squadrata con imponenti mastii e torri ai lati. Purtroppo quasi nulla rimane degli interni, ma la struttura esterna è testimonianza di un passato in cui il piccolo abitato di Lajatico fu al centro di guerre e tensioni. Oggi, se non altro, è un buon punto per osservare il panorama. Seconda tappa che proponiamo per il tour a Lajatico è la Villa in località Spedaletto sulla strada che da Lajatico conduce a Volterra. Proprietà personale di Lorenzo il magnifico anche questa villa nelle sue funzioni ha risentito della posizione strategica di Lajatico, porta di Volterra. Questa villa era in realtà una vera e propria fattoria con altre 20 poderi e dalla pianta quadrangolare con un corposo loggiato. Una struttura che era quindi in realtà una vera e propria Casa del Signore. Dal piccolo abitato di Lajatico poi potete proseguire o verso la vicina Volterra, facendo quindi ingresso nella Val di Cecina, la parte più meridionale della provincia di Pisa, oppure potere completare la visita della Valdera muovendovi verso ovest: direzione Santa Luce e Chianni.

Chianni è un piccolo paese della provincia di pisa, ideale per chi cerca nel turismo relax, panorami mozzafiato e ottime specialità culinarie. L’abitato di Chianni è delimiatto dal fiume Sterza e circondato da querce, castagni e piante selvatiche che molto spesso finiscono sottoforma di cicoria selvatica nei piatti a base di cinghiale che accolgono i turisti che hanno scelto Chianni come luogo da visitare. Dominato da due monti ricoperti di verde come il monte Vaso e il monte Vitalba che non superano i 700 metri di altezza e sono comunque meta di percorsi escursionistici, Chianni presenta una serrie di monumenti e chiese che possono essere viste con estreama facilità, anche se si decidesse di andare a Chianni come devizione tra Santa Luce e Orciano. Nel territorio del comune infatti sorgono un Santuario dedicato alla Madonna del Carmine del 1300; una chiesa consacrata a San Donato con una navata e quattro cappelle, interessante per gli affreschi presenti che spaziano da un Cristo tra i santi Donato, Maura, Francesco, caterina, Lino e Domenico, opera di Antonio Gaioni a una Sacra Famiglia opera del Tempesti e, per finire, una Cappella della Compagnia della SS Annunziata importante da visitare nel percorso in Valdera, in quanto presenta numerose decorazioni sia laterali e sia sulla volta a botte: l’Eterno, l’assunzione della Vergine e la Natività di Cristo. Il vostro percorso poi può proseguire nella vicinissima santa Luce.

Santa Luce è un piccolo borgo dalle caratteristiche architettoniche medievali di appena 1500 abitanti. La struttura feudale è intuibile dalla disposizione delle case e delle stradine: cerchi di immobili che letamente si stringono in modo concentrico attorno a quello che un tempo era il castello fortificato. Questa struttura topomastica fa di Santa Luce uin borgo facilmente visitabile, magari come tappa intermedia del vostro tour in Valdera, nonostante nei dintorni di Santa Luce non manchino strutture ricettive come hotel e ostelli. Da vedere sono il settecentesco Palazzo dei Conti Finocchetti, la villa Famiglia Tetti datta 1700 e la Chiesa di San Bartolomeo, fondata nel 1300 e successivamete trasformata prima nel 1576 e poi, per volere del duca Leopoldo, nel 1839. Attualmete la turista in visita nel borgo di santa Luce, la Chiesa di San Bartolomeo si caratterizza per un afacciata molto semplice e una struttura interno da una navata con transetto. Il fascino di santa Luce però, non è solo riconducibile ai suoi monumenti. Per i turisti che scelgono di dimorare negli hotel di santa Luce, della vicina Lajatico o negli hotel di Orciano Pisano, c’è, a causa del maggior tempo a disposizione, anche la possibilità di una visita all’oasi faunistica del lago di santa Luce, all’eco museo dell’alabastro (succursale del più celebre ecomuseo di Volterra) e al piccolo borgo disabitato di Monteforti, tra case decrepite e un vecchio Santuario della Madonna. Un ultima annotazione: nella frazione di Pomaia sorge l’Istituto buddista Lama Tzong Khapa, tra i più famosi in Europa.

Santa Luce un tempo era una semplice frazione del apese vicino di Orciano Pisano, posto nel cuore del parte settentrionale delle colline pisane, tra Lorenzana, Rosignano, Collesalvetti e naturalemente santa Luce. La vicinanza con Collesalvetti e Rosignano, suggersisce ai visitatori l’idea di poter visitare questa zona delle colline pisane, scegliendo in essa un hotel a poco prezzo, per poi spostarsi verso il litorale livornese, le cui strutture ricettive sono chiaramente più care. Orciano pisano oltre a offrire come tutta la zona delle colline pisane spettacolari panorami tra boschi e frutteti, è anche inserito nella cosidetta Via del vino che si snoda in tutta l’area geografica Valdera fino alla Val di Cecina e produce ben 3 DOC: il chainti nella variante Colline Pisane, il bianco pisano di san Torpè e la DOC di Montescudaio sia bianco e sia rosso. Non solo vino però a Orciano Pisano. Nel piccolo borgo della provincia di Pisa infatti sorgono la chiesa di San Michele, sostanzialmente recente e con una pianta a croce latina e la Pieve Vecchia, antica chiesa, in opposizione alla chiesa di san Michele o chiesa nuova, dedicata alla Madonna e a san Giovanni che da il nome a tutta un’area antichissima piena di ruderi e cappelle pericolanti.

Proseguendo poi verso nord si entra nel vicino abitato di Lorenzana, appena 1100 abitanti. Da sempre legata alla vicina città di Lari, un tempo politicamente molto influente, Lorenzana, grazie alla sua particolare posizione geografica, consente di poter ossere, tutte in un fiato, le colline pisane. Di origine medievale, la pianta della città rispecchia quelle furono le sue esigenze priamarie, costruire ossia le case attorno ad un centro fortificato, generalmente posto sulla sommità di una rocca da cui è possibile controllare tutta l’area circostante. Nel centro cittadino, tra piccoli vicoli e arcate antiche, è possibile visitare la chiesa dei santi Bartolomeo e Cristoforo, datata 1300 e rifatta dopo un violento terremoto che rase al suolo nel 1848 tutta la zona di Lorenzana. Vicino a questa chiesa sorge palazzo Lorenzi che durante gli anni del dominio fiorentino era utilizzato come sede del podestà. Più defilata è invece la chiesa dei santi Fabiano e Sebastiano, che sorge nella vicina frazione di Tremoleto e soprattutto Villa Giuli e villa Sforni, suggestivi esempi di poderi adibiti a dimora. Merita di essere visitata in particolare villa Sforni poiché alla struttura abitativa è collegata una pregievole capella in stile romanico.

La visita a Lorenzana, molto veloce, a meno che non ci si voglia rilassare nei boschi delle colline pisane, può tranquillamente essere abbinata ad una visita nella vicina Casciana Terme, raggiungibile attraversando le frazioni di Sant’Ermo e Ceppato. Casciana è probabilmente nota già a partire dal IV secolo per le proprietà solfuree delle sue acque termali. L’industrie delle terme però è decollata, diventando una peculiarità di Casciana, solo molti secoli dopo su impulso della nobildonna Matilde di Canossa, alla quale oggi è dedicata una delle due fsorgenti. Nell’ambito di un tour turistico in Valdera, la presenza delle terme a Casciana, può essere da stimolo a visitare la cittadina. Tuttavia Casciana non è solo terme, ma anche l’occasione per una passeggiata tra vie caratteristiche. Da Piazza delle Terme infatti, in centro cittadino, potete spostarvi in direzione Largo Mazzini, tra negozi caratteristici, ristoranti e enoteche e poi in via Chiari, la quale confluisce in piazzqa Miniati dove si può ammirare un particolare ippocastano. Molto carina è anche la limitrofa piazza Garibaldi, dove si erge la chiesa di santa Maria Assunta, dalla facciata rosa e con annessa torre campanaria. Altra piazza molto caratteristica di Casciana Terme è piazza Mercato dai caratteristici banchi fissi in pietra intervallati da verdi alberi.

Dopo una pasaggiata in tutto relax a Casciana potete spostarvi in direzione Fauglia, piccolo borgo medievale collocato sulle colline pisane inferiori. Perché visitare Fauglia, o perché prenotare un hotel a Fauglia? Senza dubbio la posizione del borgo è strategica: interna alla Valdera, molto vicina però sia a Livorno e sia all’area pisana. Ma anche il panorama fa la sua parte: dal centro di Fauglia infatti è possibile godere di ottime visuali. Cittadina agricola e rinomata piazza per la caccia (con ovvie implicazioni culinarie) Fauglia può essere visitata in poco tempo. In piazza Mercato ad esempio si possono vedere i depositi di grano sotterranei, mentre spostandosi verso il centro molto interessanti sono il palazzo comunale e la vicina Chiesa di san Lorenzo martire ubicata nell’omonima piazza. In molti affermano che questa sia la più bella chiesa di tutte le colline pisane, nonostante la sua giovane età, visto e considerato che l’attuale chiesa risale al 1854, dopo che la precedente chiesa di san Lorenzo, a sua volta una riedizione dell’orginaria versione del 1251, era stata rasa al suolo dal terremoto del 1848. Certamente la chiesa di san Lorenzo è tra le più ampie che si possano incontrare in un percorso turistico in Valdera: 3 navate con al loro termine 3 distinti altari, più altri 2 altari nelle navate laterali. Senza dubbio una struttura monumentale. Le altre chiese di Fauglia sono collocate nelle vicine frazioni: a Luciana la chiesa di Santa Lucia e a Valtriano la chiesa di santa Margherita da Cortona.

Da Fauglia, in pochi chilometri, potete poi fare tappa a Crespina, paesino da cui poi sarà possibile facilmente raggiungere Lari, ultima tappa del vostro tour in Valdera. Crespina offre un suggestivo paesaggio tipico delle colline pisane caratterizzato da vigneti, boschi e castegneti. Punto di osservazione per eccellenza del panorama è Piazza della civetta, dove ogni anno si tiene la fiera delle civette. Questa singolare piazza sorge in corrispondenza di una collina ed è famosa per la statua della civetta: realizzazione marmorea del Biancini. Al centro della cittadina agricola sorge poi la chiesa di san Michele Arcangelo del 1885 a facciata semplice. L’interno è tutto decorato da affreschi raffiguranti scena della vita di Cristo e di san Michele oltre a due pregievoli tavole del trecento San Michele arcangelo che abbatte il drago del daddi e una Madonna con il Bambino e gli angeli musicanti del Cristiani. Dalla chiesa poi spostatevi in direzione oratorio di san Rocco, piccola struttura dove recentemente sono stati ritrovati affreschi un tempo comperti dall’intonaco, tra cui un trecentesco Volto del Marchese Malaspina e del figlio. Sempre nel borgo, sorge l’antico complesso di san Michele Vecchio. Imboccando poi la starda per Lari vi consigliamo di prestare particolare attenzione alle numerose ville aristocratiche che sorgono ai lati della strada: villa Belvedere situata nell’omonima località e rinomata per i suoi girdini e per le sue opere d’arte; villa il Poggio anticamente dei signori Lanfranchi di Pisa e oggi adibita a sede di mostre internazionali e la più isolata Villa Corsini Valdisonzi, completamente immersa nel verde e dall’originale planimetria a L. All’arte moderna è invece dedicata la villa museo Carlo Pepi, un collezionista sui generis che propone ai suoi visitatori tele macchiaiole del Fattori e disegni del Modigliani. In un percorso completamente sperimentale che riflette la personalità del collezionista-artista risiede la possibilità per il turista di vedere migliaia di opere a Crespina.

Ultima tappa del percorso turistico in Valdera è la cittadina di Lari, famosa in tutto il mondo per l’enorme produzione di ciliege, frutto a cui è dedicata una frequentatissima sagra. Lari di origini medievali anticamente era il centro che dominava su tutta l’area delle Colline Pisane. Oggi tra i paesi della Valdera è probabilmente quello che si è conservato meglio nei secoli. Tra boschi, frutteti e viti, Lari offre un patrimonio artistico inestimabile, tanto che il piccolo centro si può fregiare della bandiere arancione del Touring club. La visita a Lari non può non iniziare dal castello dei Vicari, antico centro di potere, dal quale, grazie alla sua particolare posizione geografica era possibile controllare tutto il Valdarno. Il Castello dei vicari sorge su una rocca a cui si può accedere attraverso 3 ingressi: porta maremmana sul lato ovest, porta fiorentina sul lato nord e porta volterrana sul versante sud. La facciata di ingresso del castello dei Vicari è un concentrato di storia locale: 92 stemmi ripercorrono 4 secoli di lotte per il potere a Lari. All’interno del castello dei Vicari sono oggi visitabili la cancelleria, la casa del vicario, il Tribunale e il carcere…con annessa stanza della tortura. Sulla rocca, attorno al palazzo dei Vicari, sorgono altri importanti monumenti: Palazzo Leoli, attuale sede del municipio e antica residenza fortificata della famiglia Leoli con annessa cisterna del cinquecento; la chiesa con annesso oratorio di santa Maria Assunta e san Leonardo, con all’interno La Madonna con il Bambino di Andrea della Robbia e all’esterno un campanile a guglia datato 1700 e le Logge del Mercato, costruite dal duca Cosimo I e originariamente decorate con affreschi che, dopo il terremoto del 1848 sono comunque andati perduti. Il castello dei Vicari domina su un centro cittadino in cui, tra negozietti e botteghe, è possibile fare interessanti acquisti, passeggiando in un contesto tranquillo, a stretto contatto con la natura, tra viuzze e archetti tipici del medioevo. Un bel quadro per concludere il vostro tour a Lari e fare ritorno al vostro hotel in Valdera.

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