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Area Pisana

Pisa, San Giuliano, Calci, Buti, Bientina, Vicopisano, Calcinaia, Cascina

Itinerario Area Pisana

COME ARRIVARE: L’area pisana comprende tutti i comuni tra il capoluogo, Pisa, e Cascina, confine settentrionale delle Valdera. Pisa può essere raggiunta in aereo (scalo Aeroporto Galilei), in treno (direttrici da Torino e da Roma) o in auto. In quest’ultimo caso i collegamenti abbondano: Firenze (attraverso la FipiLi o l’autostrada A11, casello Pisa Nord), Roma (autostrada A11, casello Pisa Nord, o ss 1 Aurelia), Bologna (autostrada a11, casello Pisa Nord) e Genova (autostrada A12, casello Pisa Nord e Pisa Centro). Chiaramente se raggiungete il vostro hotel nell’area pisana in macchina, avrete poi la possibilità di muovervi nei dintorni di Pisa, più agilmente e con maggiore autonomia rispetto alle pur presenti tratte in autobus gestite dal CPT.

COSA C’E’ DA VEDERE:
Pisa: Torre Pendente, Battistero, Cattedrale, Camposanto Monumentale, Museo dell’Opera del Duomo, Museo delle Sinopie, Piazza dei Cavalieri, Borgo Stretto, Piazza delle Vettovaglie, Chiesa di san Michele, Piazza Garibaldi, ponte di Mezzo, Corso Italia.
San Giuliano Terme: valli delle fonti, monte Castellare, parco di Migliarino-San Rossore, terme di San Giuliano, villa Concioni, villa del Borgo, villa Agostani Venerosi della Seta, Eremo di Rupecavo, pieve di santa Maria e san Giovanni, monastero di san Paolo di Pugnano, Rocca di Ripafratta.
Calci: Certosa, chiesa della Certosa, Museo di storia naturale, pieve dei santi Giovanni e Ermolao
Buti: stazione relitta di Pino Laricio, Serra Bassa, Castel Tonini, chiesa di san Francesco, chiesa si san Rocco, pieve di San Giovanni Battista, villa Medicea, castel di Nocco
Vicopisano: Rocca del Brunelleschi con annessa torre del Soccorso, torre delle Quattro Porte, palazzo Pretorio, carceri pubbliche e carceri speciali, torre dei Serretti, torre di via Pietraia, torre dell’Orologio
Bientina: chiesa di santa Maria Assunta, museo di arte sacra, chiesa di San Domenico, museo etrusco, palude di Bientina
Calcinaia: chiesa di san Giovanni Battista, chiesa di sant’Andrea, torre della famiglia Upezzenghi
Cascina: pieve di Santa Maria, l’oratorio di santa Croce oratorio di san Giovanni, torre Civica, villa Isnard, chiesa di San Giorgio a Bibbiano, chiesa di San Frediano a Settimo Abbazia di san Savino

Molto spesso la visita a Pisa si riduce in una semplice passeggiata nella famosissima piazza dei Miracoli e nel centro cittadino. Discorso questo che paradossalmente vale anche per il turista abbia prenotato un hotel o un affittacamere a Pisa per più di un giorno o addirittura che sia dotato di auto propria. Per questi turisti, andiamo a proporre, in questa pagina, un percorso alternativo, da sviluppare in tutta l’area Pisana. Certamente potete scegliere come base un hotel o una pensione a Pisa città, oppure, e in questo caso il risparmio è garantito, nei dintorni di Pisa. Nell’area pisana infatti ci sono molti affittacamere, hotel e bed and breakfast che propongono servizi a costi contenuti. Dalla vostra base poi potete muovervi tranquillamente in tutti i comuni dell’area pisana. Sia che scegliate di soggiornare a Pisa e sia che preferiate i paesi vicini, il vostro tour non può non iniziare dalla città della Torre.

Pisa

Certamente per visitare Pisa, servirebbe almeno un’intera giornata, ma se volete in un giorno toccare tutti i paesi dell’area Pisana, sarà necessario ridurre le tappe turistiche nella città della Torre. Immancabile sarebbe comunque la visita al Campo dei Miracoli. Parcheggiate la vostra auto in piazza Duomo, vicino all’ingresso dell’ospedale Santa Chiara. Attraversata la porta sulla sinistra si può vedere il battistero, imponente struttura, simile al battistero di Firenze, con numerose decorazioni e archetti, in stile tipicamente romanico. All’interno del battistero potete poi ammirare una fonte battesimale ottagonale e una statua di San Giovanni Battista. Poco più avanti sorge invece l’imponente cattedrale dalla pianta a croce latina e con ben 5 navate. L’interno è veramente sfarzoso. La navata centrale infatti si presenta arricchita da colonne con rivestimento bianco e nero, in alternanza, e un soffitto a cassettoni completamente decorato con affreschi. Nella parte centrale della struttura, si erge l’imponente cupola ellittica. L’esterno non è da meno in termini di magnificenza: la facciata della cattedrale di Pisa è infatti completamente decorata con marmi di vario colore e ricca di finestre monofore, bifore e trifore che si aprono in corrispondenza ai 4 ordini di soggette. Il campanile della cattedrale è la celebre torre pendente, dal diametro di 15 m e dall’altezza di 58 m, recentemente sottoposta a restauro. La torre è visitabile fino ai piani più alti, da dove si può anche godere di un ottimo panorama. Non dimenticate prima di lasciare piazza dei Miracoli di visitare anche il camposanto Monumentale, dalla pianta rettangolare e con all’interno un chiostro, dove nel passato riposavano i pisani illustri, circondato da arcate a sesto acuto finemente decorate. Sempre in piazza dei Miracoli sorgono anche due musei, molto ambiti dai turisti in vita a Pisa: il museo dell’Opera del Duomo e il museo delle Sinopie. Il primo contiene tutte le opere pregiate un tempo sparse tra i vari monumenti del campo dei Miracoli, oltre a ali dedicate alla consultazione degli archivi della Primarziale. Il secondo invece presenta ai visitatori le bozze realizzate in terra rossa su cui anticamente venivano improntati i disegni che poi si sarebbero trasformati in affreschi. Il museo delle Sinopie è unico quindi nel suo genere: non la storia dell’arte è in esso esposta, ma la storia di ciò che c’è dietro all’arte: idee, spunti, prove…tutto immortalato nelle sinopie. Da piazza dei miracoli poi, attraversando le tante bancarelle con in primo piano le piccole torri inclinate (ma non solo), portatevi in via Santa Maria e da qui in piazza dei Cavalieri, dove sorge l’attuale marmorea Scuola Normale ospitato in palazzo della Carovana che, assieme al Palazzo dei Priori e alla chiesa dei Cavalieri, determinano il limite di questa magnifica piazza della geometrie perfette. L’uscita opposta a quella di via santa Maria è quella in Borgo Largo, strada piena di negozi e vero centro cittadino. Proseguite verso il fiume Arno in borgo Stretto, magari facendo una piccola deviazione per vedere la minuscola ma molto caratteristica piazza delle Vettovaglie. Merita di essere visitata anche la vicina Chiesa di san Michele, con la caratteristica copertura a capanne, che immette in Piazza Garibaldi, abbastanza ampia, circondata da palazzi e con al centro la statua del Condottiero. Attraversando ponte di Mezzo si arriva poi nella piazzetta dell’orologio, compresa tra la Torre civica con orologio, le logge di Banchi e palazzo Gambacorti, sede del comune di Pisa. Dinanzi si apre poi il tempio del commercio: corso Italia, specializzato in negozi di abbigliamento per tutti gusti. Dopo questo breve tour in città, per un itinerario più completo vi rimandiamo alle altre sezioni del sito, prendete la vostra auto: direzione San Giuliano Terme.

San Giuliano Terme

San Giuliano Terme, sorge esattamente a metà strada tra Pisa e Lucca. Per questo motivo nulla vieta al turista dotato di auto e che ha scelto come propria base un hotel dell’area pisana, di fare un breve giro nella vicina città delle mura. Il comune di san Giuliano invece è celebre soprattutto per le sue acque termali i cui effetti benefici erano noti già ai romani e addirittura agli etruschi che ben conoscevano le capacità curative di queste acque per almeno 3 tipi di patologie: rinosinusiti, faringolaringiti e bronchiti. I cosiddetti Bagni di Giuliano sorgono lungo la via del Brennero che collega Pisa a Lucca e sono noti anche per essere stati sede di convegni tra grandi letterati europei come Montaigne, Lord Byron, Shelley e Vittorio Alfieri, attirati dal benessere di questa zona compresa tra Pisa e Lucca. Del resto le terme sono immerse in un contesto particolare in cui la natura si incontra con l’arte, creando un equilibrio che fa di questa zona il luogo adatto per il turismo sostenibile. Numerosi agriturismi infatti si affiancano a oasi protette proponendo itinerari a piedi o in bicicletta. Nell’immenso territorio incluso nel comune di san Giuliano infatti, sono da tempo state istituite importanti aree tutelate: l’area protetta della valle delle Fonti, molto ricca di sorgenti naturali; l’oasi del monte Castellare, calcareo e con i ruderi di antichi insediamenti etruschi posti tra piante rarissime e per finire il celebre parco regionale di Migliarino-San Rossore che si estende in un territorio compreso tra Pisa, il monte Pisano, le alpi Apuane e la Versilia, proponendo percorsi mozzafiato tra aree boschive, dune e zone umide. Ma la visita a san Giuliano è adatta anche per quei turisti più inclini alle bellezze artistiche. Se nel comune capoluogo è la pregevole piazza centrale immersa nell’aria pura, a dover essere vista, sono le frazioni a riservare le sorprese più belle. Nel vicino abitato di Pugnano, ad esempio, sorgono magnifiche ville immerse nel verde, un tempo dimora delle ricche famiglie che sceglievano questa zona per rilassarsi e ritemprare la salute dallo stress degli affari cittadini. Esempi di questo genere di ville sono villa Roncioni, palazzo con numerose finte architetture calato in una prato di 50 ettari, a suo volta immerso in un bosco, e affiancato da un antico opificio e villa del Borgo dal caratteristico schema ad U, con strutture neorinascimentali e interni con soffitti a volta in gradi di creare giochi illusionistici. Sempre restando a Pugnano, si possono ammirare la pieve di santa Maria e san Giovanni e il monastero di san Paolo. La prima è costituita da una sezione rettangolare con annessa una tribuna semicircolare e una imponente torre campanaria. Il monastero di san Paolo invece, pur rovinato nel 1168 dai lucchesi, riserva ai turisti che visitano l’area pisana, le antiche strutture precedenti alle trasformazioni architettoniche romaniche. Spostandosi invece a Corliano, si può ammirare villa Agostani Venosi della seta, struttura classica che nei suoi segni sembra voler celebrare le virtù domestiche e della tranquillità, con giochi architettonici in perfetto equilibrio con il vicino prato. Una terza tipologia di turisti sono attratti dal territorio di san Giuliano: gli amanti di torri e rocche. In questo caso tappa obbligatoria è la frazione di Ripafratta, dove sorge la vecchia rocca, protagonista delle lotte tra Pisa e Lucca, contornata da un sistema difensivo di torri, tra cui spiccano torre Niccolai e torre del Centino.

Calci

Vicina a san Giuliano è la cittadina di Calci, fedele pisana, tanto da essere annessa alle celebrazioni del gioco del Ponte. Calci è in realtà un agglomerato di frazioni, molto spesso piccole ma comunque accoglienti per il turista, a ridosso del monti Pisani. A ridosso della val Graziosa sorge la Certosa di Calci, un tempo monastero certosino e che oggi ospita il Museo di storia naturale dell’Università di Pisa. La struttura si presenta al turista con forme barocche ed è costituita da un grande cortile interno circondato da edifici che un tempo ospitavano le celle e le foresterie dei monaci. L’ingresso alla Certosa avviene attraverso un vestibolo sormontato da una statua di San Bartolomeo, fondatore dell’ordine monastico dei Certosini. Proprio di fronte all’ingresso, dopo l’ampio cortile, sorge la chiesa della Certosa, dal caratteristico ingresso con due rampe di scale e una statua della vergine sulla sommità. All’interno invece è tutto uno sfavillare di decorazioni e affreschi raffiguranti scene del vecchio testamento realizzate dai fratelli Rolli e dal Cassini. Molto interessante è anche la sezione adibita un tempo a foresteria granducale con affreschi dello Giarrè. La zona est della Certosa di Calci ospita il museo di storia naturale, con collezioni zoologiche, minerarie e paleontologiche. Per la gioia degli studiosi ma anche dei turisti e dei loro piccini, si consiglia di non mancare all’appuntamento con gli scheletri dei grandi cetacei come le balene. Ma Calci non è solo Certosa. Spostandovi nel centro cittadino infatti potete ammirare la pieve dei santi Giovanni e Ermolao, con all’esterno l’imponente torre campanaria, posta vicino al transetto sinistro della chiesa. Probabilmente la torre fu costruita sulle rovine di una vecchia torre civica. Come sempre arte che si miscela a leggenda, a disposizione della curiosità dei turisti che scelgono di soggiornare in uno degli hotel di Calci o della zona pisana.

Buti

Scegliere un hotel nell’area pisana, significa avere la possibilità di visitare anche la cittadina di origine romana di Buti, posta sulle pendici orientali del monte pisano e raggiungibile via Calci dalla strada provinciale. Anche Buti come San Giuliano Terme e gran parte dei comuni di questa zona è un perfetto esempio di sintesi tra arte e natura. Il comune infatti, e le sue frazioni tra cui Cascine di Buti, sorge a ridosso di due aree naturali: la stazione relitta di Pino Laricio (che protegge l’omonima specie di pino in via di estinzione) e la Serra Bassa, che include il monte Cimone e il monte Passatoi e si caratterizza per la presenza di varie specie faunistiche come l’istrice, il quercino e il moscardino. Si tratta di percorsi ideali per i turisti amanti della natura ma anche per gli scalatori visto che proprio a Buti sorge una vita ferrata molto impegnativa. Per i visitatori invece che hanno poco tempo a disposizione per visitare Buti, si consiglia un tour dal tono decisamente più artistico. Per entrare nel centro di Buti si deve attraversare l’antica porta di Castel Tonini, fortificazione medievale alta e massiccia che serviva a proteggere l’antico abitato dagli assalti. Nel centro sorgono poi interessanti chiese. Partite dalla chiesa di san Francesco, con il maestoso campanile e gli interni ad un'unica aula finemente decorati con tele ovali raffiguranti, tra gli altri, san Gaetano e Francesca Romana. Proseguite visitando la chiesa si san Rocco, piccola ma preziosa poiché al suo interno è esposta una tela della Madonna col Bambino tra santi. Anche nella pieve di San Giovanni Battista è esposta un’opera preziosa: la scultura di legno della Madonna col bambino del 1379. Molto corposo anche il sistema delle ville. Nella parte più antica del paese si può visitare villa Medicea, un tempo abitazione agricola e dal 1700 trasformata in dimora di lusso. La villa è impostata su tre piani ed è finemente decorata con affreschi realizzati da quel Giarrè, in prima linea nell’attività decorativa presso la Certosa di Calci. Fontane, statue, aiuole e giochi d’acqua caratterizzano invece l’ampio parco esterno. Una annotazione per chi prenota l’hotel o l’agriturismo in Buti o nell’area pisana nel periodo di Gennaio: non perdetevi i pali delle Contrade e di sant’Antonio Abate che in questo periodo si tengono nella cittadina pisana. L’ultima tappa del percorso che si propone per Buti è il Castel di Nocco sulla via per Vicopisano. Questa fortificazione oggi è un rudere, anche se è possibili intuire i vecchi contorni, ma merita comunque una sosta non fosse altro perché la scoperta di una lapide con l’incisione ARA CERASI, lascia presagire il suo antico ruolo: tempi dedicato a Cerere, dea delle messi.

Vicopisano

Lasciandosi alle spalle le rovine del misterioso Castel di Nocco e superando il ponte sulla Serezza arriva dopo 2 km a Vicopisano. Il paese, pur idilliacamente isolato, è vicinissimo a Pisa (14 km), a Livorno e a Lucca (30km). Classico borgo medievale, Vicopisano, può essere tranquillamente visitata a piedi, riuscendo comunque a toccare tutte le tappe di un percorso che in realtà per il turista si tradurrà in un viaggio nel passato. Nel centro cittadino sorgono 9 torri difensive a cui si affiancano altri 4 torrioni che intervallano le mure difensive, che un tempo si snodavano completamente attorno al centro. Il sistema delle torri di Vicopisano, corrisponde in realtà a due diversi assetti di controllo della città: quello più antico risalente al medioevo e quello più recente, più militare progettato dal Brunelleschi, dopo la presa della città nel 1400 da parte dei fiorentini a danno dei pisani e la sua integrazione nei possedimenti del Giglio. Proprio dopo la caduta del vecchio sistema difensivo, oggi sopravvissuto in alcune torri, si appurò la necessità di dotare il castello di un nuovo sistema di ingegneria difensiva, realizzato puntualmente nel 1435 e noto come Rocca del Brunelleschi, oggi interamente visitabile. Una serie di ponti levatoi su vari livelli, proteggevano il centro cittadino diroccato, in modo tale da evitare che la caduta del primo sistema coincidesse con la caduta dell’intera città. In questo sistema uno dei perni portanti era la torre del Soccorso che garantiva il controllo dell’accesso principale alla città. In particolare grazie alla torre del Soccorso era possibile risalire verso il muraglione e quindi verso la rocca, partendo dalla base, collocata a livello dell’Arno. Il sistema ideale quindi in caso di assedio. Ma questa è storia. Oggi dalla torre del Soccorso è possibile godere di un ottimo panorama. Altra torre di guardia, ma attualmente con funzione di ingresso al castello, è la torre delle Quattro Porte veramente imponente. Tutto questo sistema difensivo ideato dal Brunelleschi si avvolge attorno al palazzo Pretorio, sede del vicariato di Vicopisano, realizzato dai fiorentini sulle rovine del vecchio castello, simbolo del potere di Pisa prima della sconfitta del 1400. Probabilmente come segno di scherno verso gli sconfitti pisani, i conquistatori fiorentini decisero di adibire anche una parte del vecchio castello a sede delle carceri, creando nei piani interrati celle riservate ai detenuti comuni e celle speciali e segrete, rimaste in attività fin durante il fascismo. Testimonianza di questa funzione sono le tante scritte, spesso malinconiche e tristi, che compaiono su mura che hanno visto detenuti di ogni genere. Il viaggio nella storia di Vicopisano, continua poi alla scoperta di ciò che resta della vecchia rocca, precedente alla sconfitta di Pisa. Il sistema difensivo della città della Torre, pur distrutto nel 1400 dai fiorentini riserva pregevoli testimonianze come la torre dei Seretti, costruzione civile risalente al periodo medievale, con tre grandi finestre d palazzo Pretorio all’arco a sesto acuto, completamente immersa in un contesto di vicoli e piccole piazze con archetti e timpani, migliori testimonianze del medioevo civile. Anche la Torre di via Pietraia è interna al paese e fa parte del primo sistema difensivo. La sua particolarità, sta nell’essere stata probabilmente mozzata in alcuni suoi piani, nonostante si conservi praticamente intatta nella sua parte restante. Del primo sistema difensivo fanno poi parte anche le cosiddette Torri Gemelle risalenti al XII secolo. Si tratta di due costruzioni testimonianza della vecchia rocca medievale che cadde nel 1400. Nel cuore del paese, si può poi vedere la torre più alta e particolare di Vicopisano: la torre dell’Orologio. Essa è interamente costruita in verrucano, ha una copertura a quattro spioventi, e, incolume alla presa fiorentina, è stata trasformata in torre campanaria. Anche per questo monumento quindi vale quanto detto fin ora: visitare Vicopisano significa vedere le testimonianze di due distinti periodi storici, che si frappongono e si confondono creando un’atmosfera unica, in cui passeggiare per la rocca, significa stare sempre a naso in su, alla ricerca della torre più alta. Un simil patrimonio, non ha subito contraccolpi dovuti all’apertura al turismo. Oggi la Vicopisano del passato, anzi dei due passati, vive affianco ristoranti, hotel, bed and breakfast, ideali per chi vuole immergersi nelle torri del paese e poi magari spostarsi nei comuni confinati.

Bientina

Confinante con Vicopisano, è la cittadina di Bientina, un tempo nota per il suo particolare centro storico demolito poi nel 1965 per motivi di ordine igienico. Nonostante ciò ancora oggi ci sono monumenti molto visitati da turisti che pernottando negli hotel di Bientina stessa o dell’area pisana, vogliano scoprire le bellezze della zona. Nel centro storico di Bientina sorge, ad esempio, la sfarzosa chiesa di santa Maria Assunta. Al suo interno, tra affreschi decorativi, si possono ammirare ben nove altari e un organo del seicento completamente ricoperto in oro. Affianco alla chiesa è collocato il recente museo di arte sacra che espone arredi sacri del periodo compreso tra il 1400 e il 1900. Fuori dalle vecchie mura, completamente distrutte se non fosse per la presenza di alcune torri come la torre Belvedere, un tempo tra le più alte in Toscana, sorge invece la chiesa di San Domenico, realizzata in cotto e contenente importanti tele come il Cristo risorto intorno ai santi Pietro e Giusto del 1500. Nella visita a Bientina merita di essere visto anche il Museo etrusco, ospitato nella chiesa sconsacrata di san Girolamo, che espone i reperti di epoca etrusca, ritrovati negli scavi della vicina palude di Bientina, una zona limitrofa alla cittadina Bientina che oggi fa parte dell’oasi di Bosco Tanali alle pendici del monte Pisano. Quest’area protetta è l’ideale per i turisti amanti delle escursioni. Tra cannetti, parti, zone umide dovute al prosciugamento del vecchio bacino lacustre, è possibile ammirare un vasto ventaglio di specie botaniche che vanno dall’ontano nero al pioppo bianco e di specie faunistiche che spaziano dal pendolino alla cannaiola, due tra le famiglie di uccelli acquatici che si muovono tra le paludi di Bientina e il lago di Massaciuccoli nell’oasi di Migliarino-San Rossore. Se invece non siete amanti dei paesaggi naturali, allora proseguite il vostro tour nell’area pisana, in direzione Calcinaia.

Calcinaia

Calcinaia sorge tra Bientina e Cascina, sulla riva destra dell’Arno e nonostante sia una cittadina industriale, riserva ai turisti non pochi monumenti interessanti. La struttura che più si associa con Calcinaia è la chiesa di san Giovanni Battista, dalla facciata semplice e spartana ma con all’interno pregevoli esempi di arte sacra, come il coro ligneo del XVII secolo. Strutturalmente la chiesa si presenta a unica navata, con tre distinte cappelle in una delle quali sono conservate le spoglie di santa Ubaldesca Taccini da Calcinaia vissuta a cavallo tra 1100 e 1200. Molto interessanti sono anche le statue di due angeli realizzate da Andrea della Robbia. Nella frazione di Fornacette invece, i turisti possono ammirare la piccola chiesa di sant’Andrea, situata in via della Chiesa, in stile neoclassico e con all’interno opere provenienti dalla chiesa del santo Sepolcro di Pisa. E’ invece manifestazione del potere civile la torre della famiglia Upezzenghi, antichi signori di Calcinaia. Si tratta dell’ultima manifestazione dell’antica fortificazione, caratterizzata da almeno altre tre torri difensive. La visita a Calcinaia, può essere poi abbinata ad un tour che prosegue con la vicina Cascina.

Cascina

Cascina è il comune più grande dell’area pisana ed è messo in comunicazione con il capoluogo sia via la FipiLi e sia attraverso la strada Tosco-Romagnola. Negli ultimi anni Cascina ha conosciuto un forte sviluppo turistico, diventando sede di numerosi hotel, affittacamere, bed and breakfast, che accolgono i turisti intenzionati poi a spostarsi in tutti i comuni dell’area pisana e anche, per escursioni giornaliere, nel territorio fiorentino. Ottimo qualità del servizio e prezzi contenuti è divenuta la formula vincente delle strutture ricettive. Del resto l’offerta di monumenti e luoghi di interesse a Cascina è molto composita. Si può partire della centrale piazza delle chiese che ospita ben tre edifici sacri: la pieve romanica di Santa Maria, l’oratorio di santa Croce e quello di san Giovanni. La prima è a tre navate divise da una file di colonne, con soffitto a cassettoni contien eal suo interno pregevoli tele come una Madonna col Bambino di Maiano. Praticamente collegato a questa chiesa c’è poi l’Oratorio del SS Crocifisso, costruito con conci di calcare e mattoni e internamente decorato con elementi barocchi. Anche il vicino campanile è stato realizzato con conci calcarei ed è sormontato da una piramide in cotto. L’Oratorio di santa Croce invece è in realtà il battistero della pieve ed è vicino all’Oratorio di San Giovanni, ubicato nel centrale Corso Matteotti che, fatte le dovute proporzioni è il Corso Italia di Cascina. Quest’ultimo oratorio è spettacolare soprattutto all’interno dove fanno bella mostra per i turisti numerosi affreschi datati 1300, ma anche il particolare soffitto a crociera che sovrasta una struttura articolata in due navate. Sempre nel centro cittadino sorge la torre Civica con orologio interamente realizzata in laterizio. Ben poco rimane oggi dell’antica cinta muraria che secondo alcune fonti proteggeva tutta la cittadina e si sviluppa sull’asse porta pisana-porta fiorentina, ingressi alla città da tempo abbattuti. Di questo passato comune a tante altre cittadine dell’area pisana restano solo alcune torri rompitratta. Viceversa è molto corposa la presenza di ville signorile, collocate soprattutto lungo la Tosca-romagnola. A Cascina città infatti è visibile solo la villa Isnard in via sant’Ilario. Realizzata secondo i canoni architettonici della Costa Azzurra (il proprietario è infatti un cittadino francese), villa Isnard presenta un tetto a spiovente e tratti architettonici molto eleganti. Questa dimora, sfarzosamente arredata all’interno, con addirittura una camera in stile egiziano e un salotto in stile giapponese, oggi non è visitabile. Bisogna quindi accontentarsi di una osservazione dalla strada per poi spostarsi in Corso Matteotti, dove trascorrere la serata in uno dei tanti locali. Se invece si vuole ritornare verso Pisa, allora si suggerisce di percorrere la Tosco-Romagnola. In questo modo si può passare da alcuni paesini piccoli ma caratteristici. È il caso di San Giorgio a Bibbiano che ospita l’omonima chiesa realizzata in stile romanico pisano e con materiali verrucani. La particolarità di questa chiesa sta nella sua struttura: tronca verso il vertice. A San Frediano a Settimo invece sorge una chiesa detta Lama, con all’interno un dipinto raffigurante san Pietro. A 5 km da Pisa poi, in località Montione sorge l’Abbazia di san Savino, proprio in corrispondenza del fiume Arno dalle cui eventuali inondazioni si protegge mediante una collinetta artificiale. L’abbazia è in realtà una vera e propria struttura fortificata con all’interno due piani: il piano terra adibito un tempo a magazzino e il primo piano con gli alloggi per i monaci. Le dimensioni del complesso sono magnifiche: 56 m per 68 m. Un piccolo gioiello architettonico insomma da visitare sulla strada del ritorno a Pisa, se si è deciso di passare la serata nel capoluogo, prima di ritornare all’hotel che avete scelto come base per un itinerario nell’area pisana.

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